Il counseling è un’attività mirata ad aiutare un individuo‚ famiglia e/o gruppo che si trovi a dover far fronte a un momento di crisi o cambiamento. Il suo obiettivo è quello di guidare verso il benessere mettendo in atto un intervento di ascolto e prevenzione.
Il counselor che opera nelle cure palliative aiuta il familiare della persona gravemente ammalata sia durante l’assistenza che nel post mortem agevolando un’ adeguata espressione delle emozioni e favorendo la consapevolezza delle risorse personali interiori disponibili per una gestione efficace delle necessità emergenti.

Counseling individuale

La SAMOT attiva un servizio di counseling per quei familiari che ne facciano richiesta. Il servizio prevede un percorso di counseling individuale che si sviluppa da un minimo di 3 a un massino di 10 incontri da effettuarsi presso la sede dell’associazione.

Gruppi di Counseling ai familiari

La SAMOT riconosce i bisogni‚ le preoccupazioni e l’impegno dei familiari che si trovano coinvolti nell’esperienza della malattia grave di un proprio caro ed offre loro supporto diretto nel gestire le principali difficoltà legate all’assistenza.

 

Durante il processo assistenziale di cure palliative domiciliari può accadere che i familiari di una persona gravemente ammalata‚ si trovino a vivere un momento complesso‚ carico di dubbi e di preoccupazioni per il futuro: il ‘futuro diagnosticato‘ a un proprio congiunto può essere‚ infatti‚ per il familiare‚ un ostacolo allo svolgersi dell’esperienza in corso. È quella paura del domani che interrompe il flusso decisionale dell’oggi.

 

Chi è testimone del processo degenerativo che la malattia comporta‚ può sperimentare sentimenti di impotenza rispetto alle proprie capacità di garantire al congiunto una qualità di vita dignitosa. Vedere quello che il proprio congiunto patisce‚ sentire il dolore espresso e avvertire quello inespresso‚ toccare un corpo che lentamente e in maniera più o meno evidente‚ si trasforma‚ può esser causa di grande sofferenza per il familiare dedicato e per la famiglia nel suo insieme. La relazione di counseling può riattivare il flusso decisionale‚ temporaneamente sospeso o alterato in un accanimento relativo al ‘dover fare‘ e permettere lo svilupparsi di un atteggiamento cooperativo alle cure domiciliari. La relazione professionale con il counselor può favorire il contatto con la realtà del momento per migliorare la qualità della relazione affettiva con il congiunto ammalato.Può altresì ottimizzare lo scambio interpersonale tra i familiari e predisporre gli stessi alla solidarietà e alla condivisione del dolore. La relazione di counseling può dunque essere un’opportunità di ascolto e di riesame del proprio punto di vista rispetto alle problematiche emergenti; un luogo in cui sviluppare una capacità autoriflessiva di adattamento alla realtà; uno spazio espressivo in cui le emozioni negative possano essere accolte in un clima di riservatezza e conforto.

 

In risposta a queste istanze‚ la SAMOT ha attivato dei gruppi di counseling: i gruppi si propongono come spazio di condivisione per i familiari‚ perchè possano esprimere e condividere esperienze ed emozioni in un contesto di accettazione e di ascolto per dar voce al dolore‚ ricostruire il senso dell’esperienza in corso e affrontare problemi‚ paure e difficoltà ad essa legate.

 

Sia il servizio di counseling individuale che quello relativo ai gruppi si svolgerà presso la sede della SAMOT: chi volesse usufruirne può rivolgersi al Professional Counselor Maria Assunta Mauro (accreditato presso l’associazione di categoria Assocounseling)‚ contattandola ai numeri 091–302876 o 392–9397970 o scrivendo a marilena.mauro@samotonlus.it

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